L'autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una marcata diminuzione dell'integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri ed un parallelo ritiro interiore. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione, divise tra cause neurobiologiche costituzionali e psicoambientali acquisite.

Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l'uso di parlare, più correttamente, di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders), comprendendo tutta una serie di patologie o sindromi aventi come denominatore comune le suddette caratteristiche comportamentali, sebbene a vari gradi o livelli di intensità.

A livello di classificazione nosografica, nel DSM-IV è considerato rientrare nella categoria clinica dei disturbi pervasivi dello sviluppo, cui appartengono, fra le varie altre sindromi, anche la sindrome di Asperger, la sindrome di Rett e il disturbo disintegrativo dell'infanzia.

L’Autismo è un disordine neurologico dello sviluppo che compromette l’interazione sociale e la comunicazione ed è causa di comportamenti ripetitivi e stereotipati. L’autismo, grazie ai progressi della diagnostica, viene individuato nei primi tre anni di vita dei soggetti. Colpisce i processi informativi del cervello, alterando la connessione e l’organizzazione delle cellule nervose e delle loro sinapsi. Ai livelli di conoscenza attuali, non si comprendono fino in fondo tali processi distorti.

L’autismo è un disturbo che usualmente si fa rientrare nella più generica categorizzazione di Disordine Pervasivo dello Sviluppo; una concettualizzazione neurologica questa, comprendente disordini caratterizzati da severe e pervasive disfunzionalità in diverse aree dello sviluppo.

I più recenti studi epidemiologici, rilevano un tasso di incidenza dell’autismo sulle nascite pari ad 1 su 100; cresce annualmente tra il 10% ed il 17%.

L’autismo non conosce confini etnici, sociali o culturali. Colpisce indistintamente ed indipendentemente da fattori geografici o climatici. L’unica variabile significativa è il sesso: l’autismo colpisce 4 volte di più i maschi rispetto alle donne.

Allo stato attuale della conoscenza e della ricerca scientifica, non si è giunti a riscontrare una causa precisa, determinante l’autismo. E’ provato che l’autismo sia la conseguenza di anormalità strutturali e di funzionamento a livello cerebrale, ma l’origine rimane incerta.

La ricerca sta perseguendo diversi percorsi teorici che studiano il legame tra fattori ereditari e ambientali.

Non esistono test medici specifici per l’autismo. La diagnosi più accurata è quella basata sull’attenta osservazione dei livelli di comportamento, comunicazione e sviluppo dell’individuo. Alcune persone affette da autismo possono mostrare sintomi di ritardo mentale, disordine comportamentale o apparire ipoudenti. A complicare le cose, oltretutto, queste sintomatologie possono essere compresenti con l’autismo.

I sintomi più comuni del bambino autistico sono l’indifferenza agli stimoli acustici, la tendenza ad isolarsi, disinteresse al gioco e all’interazione in generale, resistenza al contatto fisico. I bambini con autismo, soffrono normalmente di un deficit del linguaggio, non riescono ad esprimere semplicemente i propri bisogni e desideri, posso ridere, piangere o mostrare segni di nervosismo per nessun motivo apparente.

L’autismo in molti casi si presenta in comorbilità (coesistenza) con altre patologie come la sindrome dell’x fragile, l’epilessia, la sindrome di Rett, di Tourette etc.

Non conoscendo le cause prime alla base dell’autismo, di pari non esistono cure scientificamente testate ed efficaci, nel senso di una regressione significativa dei sintomi patologici. I trattamenti più comunemente adottati, sono finalizzati soprattutto a lenire la sintomatologia e favorire un migliore adattamento dell’individuo autistico al suo ambiente sociale.

 

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