La caratteristica principale dei Disturbi Specifici d’ Apprendimento è la loro SPECIFICITÀ. Il disturbo interessa una specifica abilità (lettura, scrittura e calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale. Si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e normali opportunità educative e in assenza di patologie neurologiche e disturbi della sfera emotiva e relazionale.

Questi concetti sono formalizzati nelle classificazioni internazionali come il DSM-V  (APA, 2013) e l’ ICD-10 (OMS, 2007)

I DSA, secondo le classificazioni internazionali, comprendono:

  • DISLESSIA EVOLUTIVA
  • DISORTOGRAFIA EVOLUTIVA
  • DISGRAFIA EVOLUTIVA
  • DISCALCULIA EVOLUTIVA

 

ORIGINE DELLA DISLESSIA EVOLUTIVA

La dislessia evolutiva è un disordine neurologico di origine genetico-costituzionale (ELEVATISSIMA FAMILIARITÀ PER LO STESSO DISTURBO CIRCA IL 65%) che determina piccole, ma significative anomalie nelle sedi cerebrali coinvolte nell’organizzazione delle funzioni della lettura.

Riguarda, dunque, una difficoltà nel leggere in modo corretto e fluente causata da una discrepanza tra competenze cognitive nella norma e le performance di lettura senza un’ apparente causa fisica, emotiva o culturale.

I SEGNALI DELLA DISLESSIA

  • Perdita o salto di riga e/o parola;
  • Confusione e sostituzione di lettere e suoni simili (p/b, sc/cs a/e d/t r/l s/z…)
  • Ripetizioni omissioni inversioni di lettere e/o parole;
  • Prevalenza della componente intuitiva.

Solitamente associata alla dislessia c’è una difficoltà nella correttezza ortografica (DISORTOGRAFIA), infatti essa coinvolge la componente linguistica di traduzione dei suoni, che compongono le parole in simboli grafici.

Per cui si ha confusione tra fonemi simili (f/v, t/d…) o grafemi simili (p/b…), si invertono le lettere (sefamoro invece che semaforo), si fanno errori di doppie, accenti, punteggiatura, apostrofi.

 

LA DISGRAFIA EVOLUTIVA

Anch’essa è un disturbo della scrittura ma a differenza della disortografia s’ intende una difficoltà della scrittura dovuta a disturbi di esecuzione motoria di ordine disprassico, il bambino produce lettere con forma, orientamento e dimensioni alterati realizzate con un tratto discontinuo, per cui ciò che ne deriva è incomprensibile. 

Emerge nel bambino dopo i primi anni di scuola primaria perché inizialmente si può confondere lo sforzo e il disordine con la fatica dell’ apprendimento. 

Precursori del disturbo: uscire fuori dai margini nella colorazione, far fatica con le forbici, le posate ecc. far fatica ad allacciare i bottoni.

Nella disgrafia dislessica la scrittura spontanea è illeggibile mentre la copia di testi o il disegno sono relativamente normali anche se la capacità motoria viene considerata lenta. 

Nella disgrafia motoria sia lo scritto spontaneo che il testo copiato sono considerati illeggibili. Anche in questo caso la capacità motoria è considerata lenta.

 

LA DISCALCULIA EVOLUTIVA

La discalculia può interessare sia la letto-scrittura del numero sia la realizzazione dei calcoli fondamentali, come addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione; secondo le classificazioni internazionali, i sintomi di tali deficit possono essere:

  • Incapacità di comprendere i concetti di base di particolari operazioni;
  • Mancanza di comprensione dei termini o dei segni matematici;
  • Mancato riconoscimento dei simboli numerici;
  • Difficoltà di attuare le manipolazioni aritmetiche standard;
  • Difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando;
  • Difficoltà ad allineare correttamente i numeri durante i calcoli;
  • Scorretta organizzazione spaziale dei calcoli;
  • Incapacità di apprendere in modo soddisfacente le “tabelline” della moltiplicazione.

 

Le prestazioni aritmetiche di base di questi bambini risultano significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’ età cronologica, all’ intelligenza generale e alla classe frequentata.

 

LA DIAGNOSI

La diagnosi deve essere un processo ben delineato da criteri ben definiti secondo gli standard contenuti nei materiali diagnostici della Consensus Conference del 2007 che ha avuto lo scopo di condividere standard clinici  per la diagnosi e la riabilitazione.

L’età minima in cui è possibile effettuare la diagnosi di dislessia (e disortografia) coincide generalmente con il completamento del secondo anno della scuola primaria.

In questo periodo si completa il ciclo dell’istruzione formale al codice scritto e si ha una riduzione significativa dell’elevata variabilità inter-individuale nei tempi di acquisizione della lettura (e scrittura) e quindi una significativa attendibilità della formulazione diagnostica. Per la discalculia evolutiva si rimanda alla terza elementare.

 

Secondo l’ art 5 della Legge 170/2010 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”.

“Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari”. (Art. 5)

La diagnosi deve essere protocollata e inserita nella cartella personale dello studente perché è indispensabile per redigere il PDP (Piano Didattico Personalizzato). In quest’ ultimo saranno inserite anche le misure dispensative e/o gli strumenti compensativi che predispongano una modalità di apprendimento più adatta alle sue caratteristiche.

 

LE MISURE DISPENSATIVE: riguardano la dispensa da alcune prestazioni (lettura ad alta voce, prendere appunti…), la valutazione (viene valutato il contenuto più che la forma…).

 

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI: sono strumenti che permettono di compensare la debolezza funzionale derivante dal disturbo, facilitando il processo di esecuzione di compiti (calcolatrice, tabelle, formulari, il computer con correttore ortografico, la sintesi vocale e tutte le nuove tecnologie compensative.

 

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